Abbiamo incontrato Thierry Matrot in un’occasione particolare che si tiene al Castello di Meursault ogni 3° lunedì di novembre da ben 75 anni. La Paulée, così è chiamata questo avvenimento goliardico, è organizzato dal comune di Meursault all’indomani della tradizionale vendita all’asta dei vini dell’ Hospices de Beaune e, celebrava in origine, la chiusura delle vendemmie.
Oggi circa 700 persone, tra cui la quasi totalità dei produttori locali, sono ospitate nelle sale del castello per un bellissimo ricevimento. La tradizione vuole che gli ospiti presenti portino i vini da consumare, bottiglie di grande prestigio e, magari, di annate molto vecchie come ci è successo di gustare uno Chateau Yquem del 1904 e un Madeira del 1896. In genere l’inizio è dedicato ai bianchi, soprattutto quelli locali, Meursault, Puligny e Chassagne “village”, seguiti dai 1ers crus, per terminare con alcuni Grands Crus.
Al nostro tavolo era seduto Thierry Matrot subito ha trovato simpatica la nostra compagnia, così da farci partecipi dei suoi superbi vini. Parlando con lui conosci una persona, da un lato, discreta e non incline a clamori, dall’altra di grande passione e con una chiara visione sulla strada da seguire per ottenere grandi risultati. Vini spendidi per purezza che, consumati giovani risultano chiusi ed austeri, ma se consumati dopo una decina d’anni o più riescono ad esprimere al meglio i gli straordinari territori di Meursault.

Si occupa della cura della vigna e delle vinificazioni dell’azienda familiare Joseph Matrot (il nonno) nata nel 1881, 18 ettari di vigna che si estendono nei territori di Meursault, Puligny-Montrachet, Auxey-Duresse e Monthelie. Il Domaine è molto reputato per la qualità dei suoi Blangny e dispone di bellissime parcelle nelle Perrières, Charmes e Santenots, su Meursault, e Chalumaux su Puligny.
Durante il pranzo non ci fa mancare gli assaggi, vini che ci entusiasmano per la loro longevità e complessità.
Dapprima degustiamo un
Meursault 1er cru Charmes 2001, è brioso, teso e caratterizzato da sfumature minerali (gesso). Invecchierà molto bene.
Proseguiamo con un
Puligny-Montrachet 1er cru Les Combettes 1990 è magnifico, grande vivacità nel colore, freschezza del bouquet e bellissima vitalità in bocca, un vino che invecchia alla grande.
Quando ci versa nel bicchiere un
Meursault 1er cru Les Perrières 1992, il nostro pensiero corre lontano. Anche questo è un vino straordinario, incredibile per forza, eleganza, complessità e persistenza; al livello dei migliori Grands Crus.
Terminiamo alla grande con un
Meursault 1er cru Blagny 1985, mamma mia che vino !!!!
Il colore è un bellissimo dorato luminoso e brillante, il bouquet e ancora ben rinfrescato da una bella vena minerale. In bocca è tenuto ancora ben in equilibrio e in tensione da una bella freschezza, il finale è ancora molto piacevole su note speziate.
L’entusiasmo suscitato dai suoi vini è grande tanto da impegnarci per una visita in cantina nel prossimo novembre per l’annuale visita a Mersault.
Domaine Joseph e Pierre Matrot a Meursault
Superficie: 13 ha.
Bianchi: Chardonnay
Rossi: Pinot nero
Le "appellations prodotte"
Grands Crus:
Premiers Crus: Blagny La pièce sous le bois (rouge) - Meursault Blagny – Meursault Charmes – Meursault Les Perrières – Puligny-Montrachet Chalumaux - Puligny-Montrachet Les Combettes – Volnay Santenots (rouge)
Villages: Auxey-Duresse blanc e rouge - Meursault blanc e rouge – Monthelie - Saint Romain blanc
Regionales: Bourgogne Aligoté – Bourgogne Chardonnay
Devi essere membro di Racconti di vino per aggiungere commenti!
Partecipa a questo social network